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| Bioarchitettura |
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| Per creare il giusto equilibrio nell’habitat domestico, è necessario indirizzare la scelta verso prodotti ecologicamente corretti, privi di solventi o additivi chimici. |
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La fonte ideale di approvvigionamento di materiali e di idee a cui attingere per realizzare le nostre case è, senz’ombra di dubbio, la natura. Le architetture più armoniose, le soluzioni ingegneristiche più ardite, i materiali più resistenti, più confortevoli, più sani e sicuri sono disponibili in natura. Sia coloro che progettano che coloro che costruiscono materialmente le nostre case, pertanto, devono imparare a trarre dalla natura quanto di meglio essa può offrirci.
La natura ha milioni di anni di esperienza, è ideatrice e produttrice, è consapevole dei propri limiti, sa dosare le sue risorse e sa farle fruttare al meglio....nessuno può insegnarci a costruire meglio. L’importante è prenderne coscienza....ed è giunto il momento di farlo.
Uno degli scopi primari della bioarchitettura è ridurre al massimo l’impatto ambientale sia in termini estetici che in termini di utilizzo non indiscriminato di risorse e materiali. Oggi possiamo fare questo solo se costruiamo le nostre abitazioni utilizzando principi e materiali eco-bio-sostenibili.
Eco: un materiale è considerato ecologico quanto minori sono il dispendio di energia e la produzione di rifiuti necessario per realizzarlo, consumarlo, dismetterlo e infine smaltirlo; Bio: un materiale è considerato biologico quando deriva da prodotti naturali. Sostenibile:un materiale è considerato sostenibile quando il suo utilizzo risulta ben tollerato dall’ambiente.
Negli ultimi 20 anni l’idea di sostenibilità è nata e cresciuta: ora è tempo di farla diventare adulta, di trasformarla in azione concreta. Progettare investendo su semplici elementi naturali fondamentali quali sole ed acqua ci garantirebbe di conservare il comfort a cui non sappiamo più rinunciare senza depauperare le riserve di approvvigionamento e senza alleggerire eccessivamente le nostre tasche. Un esempio? Progettiamo le nostre abitazioni ponendo attenzione all’orientamento rispetto all’irraggiamento solare.
Se si vuole sfruttare l’apporto solare la forma ottimale è quella allungata lungo l’asse eliotermico EST-OVEST, per difendersi da esso, sarà privilegiato l’orientamento NORD-SUD. Adottando questo semplice espediente otterremo un considerevole risparmio energetico a costo zero. Un investimento di sicuro rendimento nel tempo, invece, è lo sfruttamento dell’energia solare.
La risorsa SOLE |
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 L’energia solare è una risorsa pulita e rinnovabile, indispensabile per la vita sulla terra. L’energia solare ci offre anche una possibilità di liberarci dal peso della bolletta dell’elettricità e migliorare la qualità di vita.
Possiamo approfondire il tema e scoprire cosa sono i pannelli fotovoltaici e come producono energia elettrica tramite la luce solare. Alcuni materiali come il silicio possono produrre energia elettrica se irraggiati dall’energia solare. Una caratteristica fisica che ha consentito negli anni ’50 di realizzare la prima cella fotovoltaica della storia dell’uomo, una cella in grado di produrre direttamente energia elettrica se esposta ai raggi del sole. Lo stesso nome "fotovoltaico" esprime in sè tutto il significato della scoperta, "foto" deriva da "luce", "voltaico" deriva invece da Alessandro Volta, inventore della batteria.
Dal sole possiamo attingere anche per: Produzione acqua sanitaria con pannelli solari: un impianto con collettori solari può arrivare a produrre anche il 95% del fabbisogno di acqua calda sanitaria di un’abitazione. Particolarmente convenienti sono le applicazioni per alberghi, agriturismi, cliniche, ospedali e del terziario in generale. Nel settore civile si calcola mediamente 50 lt x persona di accumulo e 1-1,5 mq di pannello ogni 100 lt di accumulo Integrazione del riscaldamento con pannelli solari: i pannelli solari possono coprire fino al 40% dei consumi del riscaldamento. E’ oppurtuno utilizzare l’impianto anche per la produzione di acqua sanitaria. Gli accumuli per abitazioni standard vanno da un minimo di 500 lt fino a 2200 lt.
La risorsa ACQUA |
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 Riusare l’acqua proveniente dalla pioggia oppure dall’uso domestico, opportunamente ed ecologicamente depurata per farne altri usi come l’innaffiamento del prato, il lavaggio dell’automobile oppure l’uso dello scarico delle cassette dei bagni o per usi esterni, potrebbe risolvere un problema che è già di attualità e cioè difendere la risorsa acqua.
Una preziosa risorsa che non va sprecata
Il Mondo consuma circa 5.000 miliardi di metri cubi di acqua all’anno (pari a circa 760 metri cubi per abitante per anno). La quantità d’acqua disponibile per gli usi umani è di circa 14.000 miliardi di metri cubi all’anno per cui si prevede che nel 2025, permanendo i trends attuali di consumo, la domanda d’acqua eguaglierà per la prima volta nella storia la disponibilità, determinando lo stock naturale.
Dopo questa data i previsti 8 miliardi di persone consumeranno più acqua di quanto la natura possa fornire. Le grandi reti di trasporto dell’acqua costruite in alcune città dei paesi in via di sviluppo, hanno perdite che arrivano anche al 60 per cento.
Recenti sondaggi dimostrano che il 75% della popolazione considera l’inquinamento dell’acqua il problema più grave che attende la prossima generazione. Il consumo casalingo (per usi civili equivale al 35% del consumo totale) è di circa 250 litri per abitante, per giorno. Il 45% della popolazione italiana in media soffre episodicamente di difficoltà nell’approvvigionamento idropotabile, al Sud la percentuale sale al 78%.
Leggendo questi dati forse è arrivato il momento di investire una parte dei nostri risparmi nel considerare concetti come la BIOARCHITETTURA.
Possibili riduzioni nei consumi di acqua |
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Si propone di conseguenza una politica di riuso dell’acqua, che consenta di risolvere, almeno in parte, il problema degli sprechi.
Elenchiamo di seguito alcuni dati di grande interesse sulle possibili riduzioni nei consumi di acqua in una casa tipo italiana, adottando comportamenti idrosensibili e una componentistica volta al risparmio: • l’acqua risparmiata con frangiflutti al rubinetto, per arricchirne d’aria il getto, è di 1000÷2000 litri acqua anno/persona • l’acqua che risparmia il WC, se si sceglie un sistema di erogazione differenziato per quantità, è compreso fra i 2000÷10000 litri anno/famiglia • normalmente si usano dai 6 ai 12 litri di acqua per lo scarico del WC, contro i possibili 3,5–6 litri di una cassetta a doppio tasto • utilizzando lavatrici e lavastoviglie a pieno carico si risparmiano 7000÷11000 litri anno/famiglia • l’acqua utilizzata per il lavaggio a 90° con lavatrice è di 100÷150 litri • il lavaggio di una persona nella vasca da bagno comporta un consumo di 100÷200 litri d’acqua; se si sceglie la doccia piuttosto che il bagno si risparmiano 150÷180 litri per volta, infatti il consumo di acqua per una doccia si aggira attorno ai 20÷50 litri • l’acqua risparmiata facendo riparare per tempo un rubinetto che gocciola al ritmo di 90 gocce al minuto è di 5÷15 litri al giorno • la quantità di acqua che normalmente si consuma per lavare l’automobile con il tubo di gomma, lasciando correre l’acqua durante il lavaggio, è di 200÷400 litri per lavaggio • un water che perde non va trascurato: può sprecare anche 100 litri d’acqua al giorno • innaffiando le piante di sera, quando il sole è calato l’acqua evapora più lentamente e non viene sprecata. |
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Tetti Giardino Il tetto piano richiede in primo luogo un utilizzo logico ai fini abitativi: tetto-terrazza, tetto-giardino. Il calcestruzzo richiede una protezione dagli sbalzi termici, per assicurarne una maggior durata. Il tetto-terrazza soddisfa anche quest’esigenza, adottando una misura particolare di protezione: sabbia ricoperta di lastre spesse di cemento, a giunti sfalsati seminati con erba. L’effetto ottenuto e quello di una massa termoregolatrice, radici e sabbia lasciano filtrare l’acqua lentamente. I tetti-giardino diventano opulenti: fiori, arbusti e alberi, prato. In generale per una città i tetti-giardino significano il riscatto di tutte le superfici edificate.
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